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Il 12 e il 13 Luglio, nel Centro d’Aggregazione Giovanile, nei locali dell’ex-mattatoio in Via Todde, a Villacidro, si è svolto l’Abarra: il primo festival sensoriale della Sardegna.
Questa è stata la quarta edizione e noi del Paese del Vento abbiamo condiviso per il terzo anno consecutivo i frutti della terra perché crediamo molto in questo che è molto più di un evento culturale. Abarra, in campidanese, è l’imperativo del verbo restare e questo festival ci ha insegnato anche quest’anno che può essere declinato con un Resta come protesta! Nei momenti difficili, in quelli in cui ti sembra che niente sia possibile, si resta e si fa e si condivide con gioia ogni risultato raggiunto: Abarra! Questo nostro piccolo resoconto del Festival vorrebbe essere una finestra sull’impegno, la passione e il lavoro  delle ragazze e dei ragazzi dell’associazione culturale Abarra che ha organizzato il festival. Giorni di lavoro per allestire i locali dell’ ex-ma’: mila imprevisti che capitano sempre e che sono stati affrontati alla grande, ore ed ore a controllare che tutto fosse al meglio, documenti e iter burocratici per i permessi e i controlli sicurezza, le ragazze che hanno cucinato una montagna di verdure e di altri cibi buoni da offrire al punto ristoro… insomma provate ad immaginare quante cose da fare! E poi arriva l’apertura dei cancelli e tutti con orgoglio sottolineano “L’INGRESSO E’ LIBERO E LA PARTECIPAZIONE A TUTTI GLI EVENTI E’ GRATUITA! :)”. Si comincia presto ché l’Abarra è un festival per tutti e ci sono appuntamenti dedicati ai più piccoli e alle famiglie che hanno risposto in tante: quanto è stato bello passeggiare fra gli stand espositivi e trovare tante mamme con i figli nel passeggino e i papà sotto il palco che si godevano la musica portando a cavalluccio i bambini felici, ma felici! Anche noi eravamo lì con il nostro nipotino Elias di sette mesi che si è goduto la serata e il concerto del padre… ecco ad esempio: gli Human Off, il gruppo dove suona Manuele, il papà di Elias, ha suonato prima dei Mombu, in tarda serata, e fino a un quarto d’ora dalla loro esibizione alcuni componenti della band continuavano a spillare birre presso il punto ristoro, questo è stato l’Abarra! L’aria che si respirava era di collaborazione e voglia di star bene e chiunque arrivasse se ne rendeva conto subito: nonostante la fila ai bagni, ad esempio, i servizi sono rimasti impeccabili fino all’ultimo giorno. Quest’anno abbiamo potuto apprezzare ancora di più il significato di Festival Sensoriale forse anche perché i locali del Centro di Aggregazione Giovanile sono stati perfetti per accogliere la multisensorialità di questo evento che coinvolge tutti e sei i sensi. Sì, ho detto sei e non cinque: gusto, olfatto, vista, olfatto, udito e… socialità! Ringraziamo di cuore i ragazzi dell’associazione che ci hanno permesso di sponsorizzare questo evento: ne siamo felici e orgoliosi e… avanti così: atrus annus!

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